Riceviamo e volentieri rendiamo pubblico questo articolo:

 

CHI SONO I VERI RESPONSABILI DEI TAFFERUGLI AVVENUTI, SABATO 9 NOVEMBRE, A BOLOGNA

Pomeriggio complicato, quello trascorso da Bologna sabato nove novembre; due manifestazioni hanno cercato di attraversare a città: uno della destra fascista – in questo caso rappresentata da Casapound Italia e dal Movimento Nazionale-Rete dei Patrioti – l’altro della sinistra così detta “antagonista”.

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L’indomani, tutti i maggiori quotidiani borghesi riportano la notizia degli scontri che hanno caratterizzato quest’ultimo appuntamento: tafferugli tra contestato e “forze dell’ordine” che hanno prodotto la conseguenza di ben tre agenti feriti, e la reazione indignata di alcuni esponenti del Governo.

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Come sempre accade in queste occasioni, la palma del peggiore se la aggiudica la cloaca massima dello pseudo giornalismo italiano di accatto, il Giornale, e la ormai notissima agit/prop Francesca Galici, che non perde occasione per raccontare gli avvenimenti a modo suo, senza badare alla verità fattuale.

Ecco le parole della pennivendola, che come al solito vede quello che vuole: «Nonostante le immagini siano sotto gli occhi di tutti, e nonostante siano chiare ed evidenti le responsabilità degli scontri, certa sinistra si rifiuta di di esporsi al fianco degli agenti, per non perdere i volti degli antagonisti».

Sorvoliamo sugli errori di battitura – anche perché altrimenti potremmo replicare che lei la faccia l’ha già persa da lungo tempo – per concentrarci su chi ha davvero provocato gli accadimenti: i veri responsabili sono coloro che hanno autorizzato un corteo apertamente revanscista nel centro città.

Per l’ennesima volta siamo costretti a sottolineare che il comma uno della XII norma transitoria (il suo secondo comma) e finale (il precedente) della Costituzione della Repubblica Italiana - tutt’ora in vigore - recita, testualmente: «È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista».

Le due cricche protette, in questo caso, dalle “forze dell’ordine” rivendicano apertamente i disvalori che hanno dominato la politica del ventennio mussoliniano, ed in forza di questo deve essere loro impedito qualsiasi tipo di attività pubblica procedendo all’immediato scioglimento delle stesse.

 

Bosio (Al), 11 novembre 2024

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

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